Catturare la percezione di un istante ritagliato nella mutabilità incessante della natura. Fermare un movimento del vento tra le foglie, l’ombra di una nuvola passeggera, la nebbia che si abbassa e all’improvviso cambia i contorni delle cose, la trama di una roccia, la traccia di una slavina. Formalizzare una luce, un riflesso, la notte che arriva e prima di inghiottirle colora di viola le cime delle montagne. Sospendere in un’istantanea impossibile la neve fresca, intatta, appena caduta, quella che si scioglie quando inizia il disgelo, la crosta ghiacciata che riluce per un momento su un masso, il manto ricamato dalle raffiche d’aria gelata.

Gentilefamilia nasce da qui, dalle apparizioni straordinarie e sempre in divenire che il territorio delle nostre montagne, le Alpi, concede a chi le sa guardare. Osservare il formarsi e il dissolversi della natura alpina e tradurre una visione originale in una nuova forma poetica, sono la nostra ricerca e il senso del nostro lavoro. Forme, materiali, colori, atmosfere come esperienze da vivere e sentire e ricreare in forme nuove, proiezioni tridimensionali, oggetti mobili, o mobili oggetto, che infrangono le categorie codificate del design e dell’arte contemporanea,

ma mantengono un’intensa carica narrativa. Afferrato l’attimo in uno schizzo o un bozzetto su carta, lavoriamo come scultori, per forza di levare. Sbozziamo il legno con la mazza e la motosega. Con gli scalpelli cerchiamo la forma in profondità, per sottrazione, cancellando la materia di troppo o esasperando le trame naturali, cioè rendendo visibile quello che la natura ha già fatto, la forza e la bellezza di un’incrinatura, di un foro, una fessurazione, una torsione.

L’esperienza fisica, tattile e la memoria olfattiva sono una parte importante di questo percorso. Levighiamo e lustriamo il legno con le raspe e la carta a vetro. Combiniamo essenze, pigmenti e altri materiali organici come la cera vergine, le resine, gli aghi di pino di cembro. Naturali, vissuti, profumati, sensuali: questi i requisiti dei materiali che utilizziamo, sempre con misura, e ci piace che a fornirceli sia la natura delle nostre montagne. Non c’è una vite, non un chiodo, tutto è a incastro maschio e femmina.

Ogni pezzo di gentilefamilia è un pezzo unico e autoprodotto.